Overtraining e salute. Risposte alle domande ricevute a Radio Deejay.

Q: Si parla poco di prescrizione dell’esercizio fisico.
Paolo cosa ne pensi dell’ attività fisica intensa e la produzione di radicali liberi? Se svolta irregolarmente, nel lungo periodo può arrecare danni da stress ossidativo? (Matteo, Milano)
A: Tutti gli studi, da alcuni anni, convergono sullo stesso punto: una costante ed equilibrata attività fisica ha effetti benefici sulla salute fisica e psicologica. Scarsa o, al contrario, eccessiva comporta problemi fisici e psicologici. Piú difficile è definire i concetti di scarsa, o troppa. In un recente lavoro, su 130k casi studiati, viene definita come scarsa quella con meno di 150 minuti alla settimana di attività, moderata tra i 150 e i 750 minuti a settimana ed elevata quella maggiore di 750 minuti alla settimana. E fanno riferimento ad un’attività fisica moderata, come camminare, andare in bicicletta o fare le scale, senza riferimenti ad attività sportive (corsa, nuoto e qualunque forma di sport). Ma non si accenna, in queste tabelle, all’ età del soggetto, nè si fa distinzione tra attività aerobica ed anaerobica. Le linee guida dell’OMS prevedono che, per trarre benefici sulla salute, si dovrebbero fare almeno 150 minuti di attività moderata ed 1 allenamento da 75 min di attività sostenuta alla settimana. Per qualunque età, salute permettendo. E se guardiamo bene, non si discostano particolarmente da quei valori della tabella. Il problema reale è che le persone non fanno attività fisica. Sebbene il numero di individui attivi, e di iniziative a riguardo, stia aumentando, sono ancora troppi quelli che fanno poco moto, lavori sedentari, utilizzano l’automobile invece che fare qualche passo a piedi o preferiscono l’ascensore a pochi piani di scale e, per questa ragione, definire tabelle valide per tutti o arrivare a “prescrizioni” risulta difficile. Basterebbe usare il buon senso, dato che oramai i benefici sono noti.
A media e elevata attività è associata una riduzione della mortalità per malattie cardiovascolari, protezione da diabete tipo 2, sindrome metabolica e malattie neurodegenerative come l’ Alzheimer. E dallo stress ossidativo generato dai radicali liberi. Lo stress ossidativo è considerato il punto di partenza di diversi disturbi e gioca un ruolo nello sviluppo di malattie legate all’invecchiamento, croniche, neurodegenerative, infiammazione e sviluppo di diverse forme di cancro.
E qui arriva il punto sull’overtraining, in quanto a questo è dimostrata essere associata la formazione di radicali liberi e quindi stress ossidativo. Se lo sport ha un effetto positivo contro lo stress ossidativo, un’ eccessiva attività, al contrario, lo induce.
Oltre a questo, all’overtraining sono associati l’aumento della troponina cardiaca, proteina deputata alla contrazione muscolare, e dei peptidi natriuretici prodotti nei ventricoli in risposta agli sbalzi di pressione. Entrambe queste condizioni possono portare a scompensi cardiaci. Per questa ragione, converrebbe sempre sottoporsi regolarmente ad un elettrocardiogramma, in particolare se si ha in programma di praticare attività aerobica intensa, e comunque di non eccedere le 4-7 ore di allenamento settimanale, in pratica, un’ ora di allenamento  al giorno. E di rispettare il riposo.
Il nostro corpo ci dà dei segnali quando è in overtraining, sia di tipo fisico quali insonnia, debolezza, diminuzione dell’appetito, perdita di peso eccessiva, problemi immunitari che iniziano con piccole patologie come raffreddori e possono arrivare a polmonite, che di natura psicologica, fino all’ insorgenza della cosí detta Sindrome dell’overtraing (OTS).
Fortunatamente, sia ai radicali liberi che ai problemi di overtraining, il nostro organismo è in grado di porre rimedio. E l’alimentazione, ricca in frutta e verdura, con i loro antiossidanti naturali, può essere d’aiuto. Ma vale sempre il discorso che “mens sana” va assieme a “corpore sano”, quindi il giusto mezzo permette sempre di usufruire di tutti i lati positivi, anche dello sport. Questo discorso, ovviamente, non vale per i professionisti. Loro queste cose le sanno, cosí come sono consapevoli che il riposo, e la cura dell’alimentazione, fanno parte dell’allenamento. Per tutti gli altri vale il buon senso.

Pubblicato da psoffientini

Scienziato, musicista, scrittore. Sognatore senza confini.

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