Effetto dei videogiochi sul sonno e dipendenza. Risposta alle domande ricevute a Radio Deejay.

Q: Giocare alla “play” ogni sera fino a tardi può incidere sul sonno? (Paola. Vincenzo da Salerno). I videogiochi possono provocare dipendenza?  (Mattia).
A: I meccanismi che legano l’utilizzo di dispositivi elettronici (tra cui i videogiochi) a problemi del sonno non sono completamente definiti, ma sono stati proposti alcuni modelli, in diversi studi,  che possono spiegare la correlazione tra i due fenomeni. Innanzitutto, intuitivo, le ore utilizzate per il gioco spesso sono ore che vengono sottratte al sonno.
Secondo, la sovrastimolazione eccitatoria derivante dalla combinazione di  suoni, colori, immagini e movimenti ha un effetto psicologico che si ripercuote in seguito sulla rapidità e facilità a prender sonno. Inoltre vi è l’esposizione prolungata a fonti luminose (questo vale per tutti i dispositivi elettronici) che può influenzare la qualità e quantità del sonno, ritardando il ritmo circadiano e sfasandone la ripresa (in parole semplici, la prolungata esposizione a fonti luminose, in particolare quando dovrebbe esserci buio, inganna il nostro orologio biologico illudendolo che le ore di sonno siano ore di veglia, dovuto anche a calo della prostaglandina D2, un ormone promotore del sonno). E ancora, sempre secondo questo modello, vi può essere una piú elevata esposizione a onde elettromagnetiche e una componente fisica, spesso legata a posizioni scomode e innaturali per tempi prolungati (questo vale anche per l’utilizzo dei device a letto), che possono determinare dolori muscolari, disturbi agli occhi e mal di testa, che poi si evidenziano in astenia, difficoltà a prender sonno e qualità del riposo.
Per quanto riguarda la possibile dipendenza, studi di neuroimaging (tecnica che permette di vedere in tempo reale le reazioni delle varie zone del cervello in risposta ad uno stimolo) hanno evidenziato un’ attivazione di tutte quelle zone (lobo superiore frontale destro, lobo inferiore destro, mesoncefalo, corteccia cingolata anteriore e talamo bilaterale) implicate nell’aspettativa di ricompensa. Queste zone sono le stesse che si attivano in persone dipendenti da droghe e alcol e, benchè una correlazione diretta tra utilizzo di videogiochi e dipendena non sia ancora stata dimostrata, e si è vistobessere individuo specifica, sicuramente questi dati possono essere un campanello d’allarme e spiegare la dipendenza dal gioco d’azzardo di alcuni individui e non di altri.
Sull’ importanza del sonno per la nostra salute e, di conseguenza, sulla necessità di minimizzare gli stimoli ad effetto negativo, o di ridurli a periodi in cui il sonno non è fondamentale, mentre sono da evitare in caso di impegni e stress, rimando alla lettura del post sui “microsonni” (https://sanimanontroppo.news.blog/2019/08/10/risposte-alle-domande-ricevute-a-radio-deejay-5/).
Sulla questione dipendenza, come per tutte le altre forme di dipendenza, fino a che si riesce a condurre la propria vita normalmente, dal punto di vista sociale, affettivo e lavorativo, ridurre gli eccessi è sempre un bene, ma non c’è ragione di preoccuparsi. Al contrario, non appena ci si rende conto di preferire i videogiochi a qualunque attività “reale”, comprese “quelle tipiche” da camera da letto, credo sia necessario correre ai ripari, limitando l’utilizzo a qualche ora, come passatempo, o, in casi piú gravi, ricorrendo a persone esperte in disturbi psicologici. Non trasformiamo il divertimento in una dipendenza, altrimenti avremo ripercussioni negative sull’ umore, sulla capacità di socializzare, sull’attenzione e l’apprendimento, fino ad arrivare a problemi di salute piú gravi.

Pubblicato da psoffientini

Scienziato, musicista, scrittore. Sognatore senza confini.

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