Due dita di alcol. Risposte alle domande ricevute su Radio Deejay.

Q: Quando sono in compagnia mi piace sorseggiare vino o birra ma con solo due dita mi sento già brilla! Come mai? (Edi, 52 anni).

A: Ci sono varie componenti che concorrono alla capacità di una persona a metabolizzare (cioè degradare e assorbire) l’ alcol. Innanzitutto una componente genetica: gli enzimi deputati alla sua degradazione, tra cui l’alcol deidrogenasi, non sono espressi allo stesso livello e con uguale attività tra uomini e donne, tra individuo e individuo e tra popolazioni etniche diverse. Nelle donne inoltre vi è un’attività minore dell’ alcol deidrogenasi, e già questo è un punto di partenza da tenere in considerazione. Inoltre, per costituzione, le donne hanno, generalmente, un peso inferiore agli uomini, un minor volume dello stomaco ed epatico, dove avviene principalmente la degradazione dell’etanolo, e una proporzione più alta di grasso corporeo. Tutto questo determina che, a parità di alcol ingerito rispetto a un uomo di uguale peso e statura, una donna presenta una concentrazione di etanolo nel sangue superiore. E ancora, I picchi di alcol nel sangue variano se beviamo sorseggiando oppure in un’ unica dose (lo shot o quando “finisco il bicchiere e andiamo”), mentre sulla velocità di metabolismo, a parità di alcol ingerito, non varia in base al tipo di alcolico (ma è ovvio che una bevanda con una gradazione piú alta darà un picco piú rapido di etanolo nel sangue). Da queste informazioni deriva il minor valore, rispetto all’uomo, di alcol consentito giornalmente per una donna per essere catalogata come bevitrice moderata. Ma di questo parlerò tra poco.
Non trascuriamo che la presenza di cibo nello stomaco influenza la velocità di metabolismo dell’etanolo, dato che ritarda lo svuotamento gastrico. Circa il 20% dell’ alcol assorbito viene immesso nel sangue attraverso lo stomaco e il restante 80% dalla prima parte dell’intestino. Se lo stomaco è vuoto, l’assorbimento è piú veloce. Una volta nel sangue, l’etanolo giunge al fegato ma finchè non è metabolizzato, continua a circolare e diffondendosi nei vari organi, tra cui il cervello, da cui deriva la sensazione di ebrezza. Solo una piccolissima parte viene eliminata con l’urina e il sudore quindi, anche se la birra fa fare tanta “pipí” , non state smaltendo in questo modo l’alcol del vostro aperitivo.
Cibi ricchi in grassi, proteine e carboidrati hanno lo stesso ritmo di svuotamento gastrico, perciò qualunque alimento, se si decide di bere un bicchiere, va bene, mentre è sconsigliato il consumo a stomaco vuoto. Ricordiamoci però che, se si vuole controllare la linea, è meglio evitare un eccesso di carboidrati (pasta, patatine, pizzette e focacce non fanno il “fondo” e lavorano sulla stessa via di degradazione dell’alcol).
Date queste premesse, tutti gli studi scientifici degli ultimi anni convergono alla stesso punto, ovvero che non è possibile identificare una quantità di consumo di alcol che possa venir definita come sicura: l’alcol è un problema globale per la salute e un basso consumo, se anche dovesse avere qualche effetto benefico, è controbilanciato in maniera spropositata dagli effetti negativi associati al suo consumo, tra cui l’insorgenza di alcuni tipi di cancro.
La linea dell’ OMS a riguardo è che “alcohol? less is better!” . Senza “se” e senza “ma”. Ed è più adeguato, per la tutela della salute, parlare di quantità a “basso” rischio, senza peró dimenticare, e lo ribadisco ancora una volta, che il rischio “zero” non esiste quando si parla di alcol: il rischio c’è, a qualunque livello di consumo, ed aumenta progressivamente all’aumentare delle quantità.
A livello internazionale è stata definita “unità alcolica” una quantità che corrisponde a circa 12 grammi di etanolo, ovvero un bicchiere di vino, una birra, un cocktail (se il barista non ha la mano “pesante”) . Secondo queste linee guida, stabilite a livello mondiale, viene definito bevitore moderato, ovvero una persona che corre bassi rischi per la salute, un uomo che consuma 24 grammi di alcol al giorno, ovvero 2 unità alcoliche. Per le donne il valore è di 1 unità.
Di conseguenza, sorseggiare un bicchiere di vino o birra, in compagnia, in modo conviviale, è un modo giusto di vivere e godersi la socialità e, nel caso di ebrezza già dopo “due dita”, le ragioni, come abbiamo visto, possono essere varie. Ma se si limita ad uno stato di ebrezza appunto e, non si deve guidare, si è maggiorenni, non si è in gravidanza, non si hanno problemi di salute, il contesto è amichevole e sicuro e, se questo non provoca disturbi il giorno dopo (quali emicrania), non vi sono problemi: si sta bevendo in una soglia di rischio “basso”. Anche se, meno è sempre meglio!

Pubblicato da psoffientini

Scienziato, musicista, scrittore. Sognatore senza confini.

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